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Cosa era? La Torre Rossa, risalente ai secoli
XIII-XIV, era tutt’uno con un “palmento”, dove si producevano vino e
olio. Al centro di un ampio locale ruotava una macina di pietra per ottenere
la pasta di olive. La torre quadrangolare, resa visibile col suo colore
rosso, costituiva il presidio al prezioso prodotto, nonché alla zona
con altre circonvicine. In un vano aperto al laboratorio da ampio arco
si scopre il lato religioso della struttura nelle tracce di affresco di una figura con impressa aureola raggiata,
simile a quelle del periodo in S. Maria e S. Cristoforo ad Itri.
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In una economia che coniugava
agricoltura e artigianato al commercio marittimo, la Torre Rossa partecipava
all’esportazione di olive e olio via mare. Proprio alla base della torre, infatti, sulla vernice rossa, sono espressivamente
graffiti dei navigli nonché lo stemma “inquartato” di Gaeta da cui partivano
le navi.Con l’invasione napoleonica vi fu il sovvertimento di secolari
istituzioni e l’epopea dell’itrano Michele Pezza, il famoso brigante Frà
Diavolo di parte borbonica. Da qui l’edificio ridotto ad ovile, la “Mandra
di S. Stefano”riportata nelle mappe di metà Ottocento.
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